Claudia

Le nostre vite sono come traiettorie in un cielo

I nostri cammini come flussi nello spazio.

Orbitiamo l’uno vicino all’altro, alcuni astri si scontrano, altri mai.

Un giorno hai deciso che le nostre vite dovessero collidere,

Mi hai parlato, sorridendo.

Non ho più smesso di ascoltarti,

Sia quando tu mi parli

Sia quando il mio cuore parla di te.

Complemento l’ambizione rocambolesca, con la passione per la tua felicità.

Chiaro di luna

Fare l’amore all alba

In una notte senza stelle

Ombrata dalle nuvole

Sublimate dei nostri sentimenti.

Ti guardo tuffarti

E non capisco se ho paura di non conoscerti

O di non conoscere me stesso.

Nella cecità

Ascolto l’impulso della vita

Guardo quel poco che tu sai di me ed io so di te.

Vedo questa scommessa

Affrontata con coraggio

Sul filo sottile fra il godere dell’altro

E non compromettersi.

Imparo ogni giorno

Che questo limite é dinamico,

Ma bisogna stare attenti

A non distruggere quell’equilibrio

Attentamente costruito.

Bugia

Ci predisponiamo al futuro

Preparando la nostra mente

Con centinaia di discorsi.

Alcuni più veritieri

Altri romantici, al limite della bugia.

Altre volte scegliamo deliberatamente di mentirci, per andare avanti, in qualcosa che crediamo sia più grande.

In tutto questo groviglio

Di discorsi e parole, suoni mai espressi

Sospiri non cantati

Di vanità nascosta

C è una sola grande verità

Che ci riporta alla presenza dell’attimo corrente.

La meditazione.

Solitudine

Sei qui affianco a me, sento la tua presenza, ma non ne sento l’ingombro. C’è il  tuo respiro, e io lo ascolto. Medito e ascolto me stesso per trovare questo equilibrio magico.

Troppe volte nel mio giorno sbaglio. Molti errori costellano la mia vita terrestre, passioni grette, desideri banali.

La mia coscienza vigile mi bacchetta, acuto è il divario tra l’attimo fuggente e il beneficio futuro.

Ti ascolto nel cuore della notte mentre mi parli sottovoce. C’ è sempre tempo nella vita per dare spazio al piacere. Tutto non ruota intorno solo al produrre, comprare, lavorare avere profitto. Molto è sensazione, molto è un odore, un gesto. Se si perdono queste cose allora la vita ci abbandona. E noi siamo scatole vuote impilate, come mattoni nel muro, che producono, fatturano, generano ricchezza ma non godono. Non provano piacere, non sono felici.

Non c è una ricetta per il benessere, l’unica via è la conoscenza di se stessi. E forse lo scopo ultimo della vita è proprio comprendersi, amare gli altri, donare per cambiare il mondo.

Sentendo la responsabilità per il cambiamento, il piccolo uomo si alzava la mattina sapendo di dover compiere una grande missione, migliorare la terra. Sa anche però della fallacia del suo stesso sogno e si interroga segretamente sull’equilibrio tra l’ascetismo e l’edonismo, tra l’annullamento dei desideri e il soddisfacimento degli stessi.

Camminando, vicino al muro, si chiede se non sia edonista voler cambiare il mondo, se sia anche l’ambizione in se stessa un motore questionabile. Guarda un passante, ne guarda un altro, forse l’uomo non crescerà mai. Forse migliora impercettibilmente. Per oggi arriva nel suo ufficio, la passeggiata è finita, ma la riflessione, è aperta.

Attesa del piacere

Colpo di fulmine

Intenso

Sguardo

Ascoltare

Divenire

Migliorare

Pazienza

Limite

Difficoltà

Sentimenti

Resistenza

Silenzio

Rombo

Motore

Velocità

Concentrazione

Flow

Nessuna

Distrazione

Lontano

Dritto

Obiettivi

Dinamici

Cozzano

Con valori più difficili da cambiare

E la poesia che rimaneva di una parola

Ora si esprime in delle frasi

E come il silenzio tra i suoni definisce le parole

Così il vuoto tra i caratteri ne determina la forma

Il pensiero si lascia andare alle sue passeggiate notturne, la razionalità perde il senno nel cuore della notte.

Prendono vita degli scenari inverosimili, in quei momenti tra la veglia e il sonno, dove l’aspirazione della creatività genera magie sconosciute.

Poi il distacco si trasforma lentamente, la mente salpa, mollando gli ormeggi, cominciando a navigare nel mare delle possibilità.

Superfluo

Oggi c è da tagliar via le parole inutili. Le frasi piene di congiunzioni, le idee piene di emozioni.

Oggi c è da tagliar via questa corsa interna, c è da fare tranquillità dentro l’anima.

Senza tanti arcani.

Curiosità va cercando parole per immaginare la propria dimensione.

Il canto dei grilli

Uscendo da una stanza, mi ritrovo a camminare per la Bocconi, ormai deserta vista l’ora tarda.

Qualche minuto dopo, mi imbatto in un rumore inconfondibile, un sottofondo di grilli che allegramente canticchiavano la propria natura. Così mi son chiesto com’era possibile sentire dei grilli in campagna in uno spazio chiuso.

La soluzione alla mia curiosità arriva qualche momento dopo, dove scopro un piccolo filippino intento a lavare per terra, con questi grilli di sottofondo provenienti dal suo cellulare.

Mi avvicino e chiedo di questa idea dei grilli. Mi risponde un pò triste, un pò soddisfatto “io sono nato in campagna, dove i grilli si sentono sempre, e tutti i giorni hanno questo sottofondo. Da quando sono qui in Italia, lavoro sempre al chiuso e i grilli non li sento mai. Allora ho deciso di metterli qui così mi sento a casa.”

Ridiamo, lo saluto e rifletto. In tutto il giorno, il mio maestro è stato lui. Rifletto ancora, sto facendo valutazioni di investimenti in questi giorni, negozi, palazzi, eccetera. Stride, davvero abbiamo bisogno di costruire tutto questo per sentirci appagati o dovremmo soltanto essere più a contatto con la natura?

Libertà è abbandonare i desideri?